fbpx
Il Bello è Buono
In 8 anni Cosenza è diventata la 5° città più vivibile in Italia (fonte Legambiente). Aiutami a fare lo stesso con tutta la Calabria!

Il MIO PROGRAMMA IN 8 PUNTI

1) LA SVOLTA ECOLOGICA

La svolta ecologica è il punto di partenza dell’azione di sistema che ho in mente di attuare per una grande stagione culturale e progettuale di ricostruzione dell’immaginario sulla Calabria.

Una Regione giardino d’Europa che produca energie rinnovabili facendo economia circolare attraverso l’industria del riciclo. Capace di attrarre flussi di attenzione e considerazione.

La Calabria deve vincere nei prossimi anni la sua battaglia più importante: salvaguardare e risanare il suo ambiente, il suo capitale naturale, offrendo alle nuove generazioni modelli di sviluppo eco sostenibili su cui avviare percorsi di occupazione reale legati alla capacità produttiva della regione. Su questo modello di sviluppo occorre fare della Calabria la regione più green d’Europa poggiata su prodotti naturali, bioedilizia ed efficientamento energetico, unitamente alla valorizzazione delle enormi ricchezze ambientali e paesaggistiche.

Vogliamo investire sulla capacità di modificare la reputation di sempre attraverso scelte comprensibili e riconoscibili. La Calabria della bellezza, della storia, dell’innovazione. Su queste idee voglio realizzare un vasto confronto con i territori che rappresentano, con le loro specificità, la ricchezza di questa regione.

Penso a una serie di distretti regionali: il Pollino e la città di Castrovillari, la Sibaritide ed il Comune Unico Corigliano-Rossano, la Riviera dei Cedri ed il Tirreno Cosentino, la Sila, la Valle del Crati e l’area urbana Cosenza-Rende, l’area del Savuto, il Crotonese, l’area dei due mari con l’asse Catanzaro – Lamezia, il Vibonese, le Serre Calabresi, la Locride, l’Aspromonte, l’area portuale di Gioia Tauro, la città metropolitana di Reggio Calabria e l’area dello Stretto. Per ognuno di questi distretti va immaginata un’opera importante, un progetto bandiera capace di lasciare una traccia, una “svolta”.

2) RIGENERAZIONE URBANA

Non esistono città brutte, esistono città da migliorare. Le città della nuova Calabria devono diventare laboratori di rigenerazione sociale. Il livello della sfida è cresciuto.

La città genera clima sociale, genera fiducia o sfiducia, percezione di sicurezza o di insicurezza. È su questo software urbano che dobbiamo costruire la rigenerazione attraverso la condivisione di buone pratiche, attraverso investimenti sulla reputation, divenire destinazione, essere riconosciuti da una domanda nazionale ed internazionale come meta possibile, come attrattori di vivibilità e qualità della vita.

È una sensibilità, questa che voglio offrire alla mia regione, che trova origine nell’esperienza dell’azione di governo come sindaco di Cosenza dove, pur lavorando fra mille difficoltà, abbiamo dimostrato che i Comuni svolgono un ruolo essenziale per promuovere il cambiamento. Non esistono, appunto, Comuni brutti o belli, città brutte o belle. Esistono territori che possono migliorare con progetti.

Basta governare il territorio. Strade e piazze si trasformano in luoghi d’incontro e di relazioni fra tutte le generazioni, si realizzano centri pedonali e parchi urbani, sistemi di mobilità sostenibile, musei con opere d’arte diffuse e godibili da tutti, e la città diventa una realtà urbana non più semplicemente attraversata ma vissuta, a cominciare dai bambini e dalle persone più anziane.

Nelle città sempre più disgregate a causa dell’incontrollata crescita degli ultimi decenni, la riqualificazione e la rigenerazione delle aree urbane, a cominciare dalle periferie, deve essere un obiettivo fondamentale per dare una svolta ad una situazione di degrado edilizio ed ambientale per l’assenza di spazi pubblici di qualità, il consumo del suolo arrivato al livello di guardia, il costo energetico non più in grado di sopportare gli attuali enormi consumi e sprechi.

Occorre sostenere e diffondere le buone pratiche presenti in tante amministrazioni locali e valorizzare tutto ciò che di positivo si riesce a costruire nei comuni, perché la loro attività ed i risultati che si riescono a raggiungere sono decisivi per cambiare il volto dell’intera Calabria

3) I TURISMI

Sui turismi possibili in questa Regione va fatto un discorso ampio, a sé. La Calabria ha un primato unico nel settore del Turismo, in Italia e in Europa. È l’unica regione che, da 10 anni ormai, non ha un assessore al Turismo e che è priva di un Piano strategico pluriennale coerente con i Piani nazionali e le linee programmatiche dell’Unione Europea.  Strumenti necessari per definire le politiche di offerta e di captazione della domanda. Quali attività sono possibili da subito per riallineare il turismo al nuovo paradigma della sostenibilità? Le cose possibili che abbiamo davanti sono una prateria sterminata.

Il turismo e la ricerca archeologica: è mai possibile ad esempio che distretti storico-archeologici, territorialmente contigui, come Sibari, Crotone, Capo Colonna, Isola Capo Rizzuto, Scolacium e Locri Epizefiri, tutte sul versante jonico, che il mondo intero ci invidia, non riescano a diventare un’eccellenza turistica? Perché non nasce una “settimana archeologica dello Jonio calabrese”?

Ma lo Jonio è solo un esempio. La ricerca archeologica può diventare la nostra sorpresa occupazionale. E, ancora, penso al turismo religioso, ai centri storici e all’ospitalità diffusa, perché il turismo è cultura. Molte Regioni a noi vicine, come la Puglia, partendo dalle identità, è riuscita a creare un modello di ospitalità vincente integrando bellezze naturalistiche e patrimoni culturali.

La Calabria può e deve fare altrettanto, definendo un proprio modello di ospitalità diffusa a cominciare dalla valorizzazione dei centri storici. Anche questo è turismo sostenibile. Un cenno va fatto infine ai Piani Comunali di Spiaggia.

Per una regione come la Calabria con circa 800 chilometri di costa, i Piani Comunali di Spiaggia, strumenti urbanistici attuativi, devono garantire servizi balneari, sicurezza, pulizia e decoro delle nostre splendide spiagge e, dove le condizioni lo consentono, favorire la destagionalizzazione dell’utilizzo del demanio marittimo per finalità turistico-ricreative. Le imprese balneari, per tornare a investire, hanno bisogno di lavorare con tranquillità, senza avere più la spada di Damocle della direttiva Bolkestein.

4) LA FINANZA DI PROGETTO

Sia chiaro a tutti. Se continuiamo a pensare alla Calabria come sommatoria di programmi emergenziali non andremo mai avanti. Occorre avere il coraggio di puntare su grandi progetti tematici capaci di fare la differenza sui singoli territori.

Non è vero che manchino le risorse finanziarie. Le risorse ci sono: solo che le restituiamo al Nord e ai partner europei perché non le spendiamo o le utilizziamo male e in parte. Usciamo finalmente dalla retorica paralizzante della povertà. Nella città di Cosenza, ho dimostrato che opere importanti come il Ponte di Calatrava e il Planetario, che le precedenti amministrazioni avevano nascosto nei cassetti perché non c’erano i soldi, sono improvvisamente diventate prima cantieri e poi, subito dopo, opere consegnate alla cittadinanza.

Lo stesso deve accadere per la Regione Calabria. Iniziando dalla costituzione di un fondo per lo sviluppo della finanza di progetto e sviluppando altre forme di partenariato pubblico-privato. Attraverso la Fincalabra sarà costituito un fondo finalizzato a sostenere lo sviluppo degli investimenti pubblici utilizzando tecniche di finanziamento degli investimenti anche attraverso il ricorso al partenariato pubblico privato. Pensiamo ad esempio alla realizzazione degli Stadi piuttosto che ai porti turistici.

L’obiettivo è quello di supportare i Comuni, impegnati in progetti di rigenerazione urbana e di valorizzazione del patrimonio immobiliare, attraverso il coinvolgimento di altri soggetti istituzionali e operatori privati. E poi, va detto, occorrono azioni di tutela dei prodotti calabresi. Personalmente non amo le derive localistiche e le economie chiuse, ma che in un ospedale calabrese si consumino mozzarelle tedesche mi fa prima ridere e poi arrabbiare.

Forse un ComproCalabria inteso come promozione di modelli di consumo delle eccellenze locali dobbiamo avere la dignità di immaginarlo. Nessun protezionismo regionale, ci mancherebbe altro. Ma un sano orientamento al rispetto del lavoro dei calabresi mi sembra doveroso. Insomma: la Calabria che produce Calabria.

5) EVENTI

Immagino la Calabria come un grande scenario naturale di eventi all’aperto. Occorre ripensare e sviluppare il potenziale delle risorse paesaggistiche anche in chiave di attrattiva nell’ambito di quella che è la produttiva industria dello spettacolo.

Il cosiddetto “effimero” genera infatti flussi di presenze e quindi ricchezza, con ricadute economiche sugli operatori commerciali del territorio, sull’indotto turistico, della ristorazione, dell’albergazione. Senza dimenticare le opportunità occupazionali. In questi anni, nella città di Cosenza, abbiamo realizzato eventi e grandi eventi, con riconosciute capacità organizzative e grazie a professionalità che si sono formate e specializzate, consolidando specifiche competenze in un settore che è motore di lavoro e, appunto, di economia.

Si parla dunque di Calabria che produce Calabria, di città green, della necessità di intercettare risorse destinate a tutto ciò e a un turismo sostenibile. Questa è la “via della bellezza” da seguire. Ripeto: immagino una Calabria teatro all’aperto di eventi e di bellezza storica, naturalistica, paesaggistica, culturale. Quando penso ai patrimoni dell’umanità che vanta la nostra regione penso a Bova, Palmi, Gerace, Riace, Stilo, Morano Calabro, Serra San Bruno, Scilla, Pentadattilo, Altomonte, Santa Severina, Sibari e potrei pro¬cedere senza soluzione di continuità.

Come cittadino calabrese, come sindaco e come architetto, mi assale un senso di rabbia. Non è possibile avere questi veri tesori dell’umanità e rimanere nell’immaginario collettivo come la regione legata alla ‘ndrangheta e alle marginalità. Insomma, alla vigilia della diffusione della tecnologia del 5G e delle giustissime e impetuose richieste, ormai planetarie, della cosiddetta Greta Generation, la strada che abbiamo di fronte è obbligata.

6) CONOSCENZA E DIGITALE

Esistono due dinamiche internazionali dalle quali non possiamo prescindere: gli obiettivi stabiliti dall’Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e la crescita di investimenti e di occupazione nel settore del digitale e dell’economia della conoscenza.

L’Agenda ONU 2030 pone, come noto, 17 obiettivi specifici che oltre ad influenzare le agenda politiche globali, devono diventare la bussola cognitiva e metodologica della Calabria della svolta. Ecco alcuni degli obiettivi dell’AGENDA ONU per il 2030:

  • Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili
  • Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo
  • Promuovere l’innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile
  • Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni
  • Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico
  • Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età

Sapete cosa significa tutto ciò? Significa che dobbiamo cambiare il paradigma dello sviluppo. Che dobbiamo acquisire una sensibilità diversa. Ripensare tutto, trasporti, città, rifiuti, infrastrutture, modelli di crescita industriale, consumi, lotta al mutamento climatico, turismo, agricoltura, solidarietà. Tutto va ripensato in ottica di sostenibilità ambientale.

Inoltre, dobbiamo ricordare che siamo alla vigilia dell’introduzione della tecnologia del 5G su cui la competizione tra USA, Cina ed Europa diventa sempre più serrata. È una cosa che ci riguarda molto da vicino. La sfida di una Calabria ispirata al digitale e all’economia della conoscenza deve infatti partire dai punti di forza che il sistema universitario regionale, nella sua interezza, offre ormai da tempo al territorio. E’ questa la vera svolta culturale.

Appare evidente che una sfida di tale portata deve poggiare su un partenariato strategico tra la Regione e il sistema universitario regionale. Esistono aree di eccellenza nel sistema universitario regionale, dall’Unical alla Magna Grecia di Catanzaro e alla Mediterranea di Reggio Calabria che possono fare la differenza.

Aree di ricerca importanti che pongono il sistema Calabria ai vertici delle classifiche nazionali e internazionali fra cui intelligenza artificiale e robotica, stampa 3d e manifatture digitali, Big Data, nutrizionistica, bio medica, farmaceutica, agroalimentare, biotecnologie, nuovi materiali, linguistica applicata alle ICT, nuove tecnologie applicate alla ricerca archeologica e tanti altri.

Siamo dinanzi ad un vero e proprio distretto tecnologico e della ricerca da potenziare e da orientare verso le start-up, verso una nuova impresa ispirata dal paradigma della sostenibilità e dell’economia della conoscenza. Vogliamo chiamarla GREEN VALLEY per parafrasare la più nota Silicon Valley? Occorre pensare alla Calabria come una Regione scrigno verde dove il suo straordinario capitale umano, che la politica ha trasformato in ricchezza per altre regioni e per gli altri paesi, diventi la nostra risorsa. Il nostro patrimonio.

7) LA SANITÀ

Sulla Sanità abbiamo l’obbligo di lanciare a noi stessi la sfida per recuperare il troppo tempo perduto. Il Commissariamento non può né deve essere eterno, per questo abbiamo l’obbligo di collaborare senza riserve con il Commissario per il piano di rientro, nel rispetto dei ruoli, indicando priorità tempi e modalità.

Nessun atteggiamento di risentimento o di ribellismo infantile, privo di senso, a fronte della situazione disastrosa riconoscibile da tutti i calabresi, malgrado la buona volontà e la dedizione di alcuni degli operatori costretti a lavorare in condizioni proibitive.

Abbiamo tante priorità. Innanzitutto, dobbiamo rendere effettiva la erogazione dei LEA, per ottenere un sistema sanitario “normale”. Molta parte della popolazione viene oggi curata male, in ritardo o fuori dalla Calabria; una notevole percentuale non viene curata affatto e lasciata al proprio destino, specialmente nei casi in cui l’intervento sanitario deve essere tempestivo e senza ritardi e integrato da interventi sociali.

La seconda priorità deve essere quella di privilegiare le politiche sanitarie della prevenzione. Finora gli interventi sono stati molto “distratti” e superficiali per inadeguate scelte gestionali. Non dimentichiamo che la Calabria non è una Regione ad alto reddito e quindi vaste aree di popolazione vanno concretamente aiutate e sostenute in occasione di malattie che spesso comportano disperazione e indigenza al nucleo familiare.

La terza priorità deve essere il riconoscere maggiormente il ruolo e la funzione dei medici di Medicina Generale e riscoprirne il valore.

La quarta priorità è l’eliminare le divisione fra strutture territoriali e strutture ospedaliere con procedure di consultazione e attenzione attiva prima durante e successivamente al ricovero e o alla cura in degenza ospedaliera o controllata, coinvolgendo i medici e tutte le figure operative sanitarie impegnate.

Quinta Priorità: implementare il valore gestionale dei presidi territoriali ed ospedalieri, unitamente ad una forte azione sul sociale, favorendo interventi puntuali, di programma con una costante attenzione da parte della Regione e per le sue competenze.

La sesta priorità deve essere una nuova intesa più selettiva con le strutture private, di diagnosi, cura, laboratoristica e specialistica, in ragione delle nuove prospettive di gestione del servizio più adeguate ai tempi del nuovo lavoro che ci attende.

8) I TRASPORTI

Se l’Italia è tra i Paesi europei che meno ha investito nel trasporto pubblico con risultati disastrosi nel rapporto tra l’uso dei mezzi privati e quelli pubblici, la Calabria, al solito, è il fanalino di coda.

La mappa delle rete ferroviaria nella nostra Regione sembra una carta disegnata mezzo secolo fa. Linee a gasolio, lente ed inquinanti, su cui si muovono a singhiozzo pochi treni sporchi e fatiscenti. Percorsi interrotti da tempo immemorabile per frane e altre debolezze strutturali che nessuno ha pensato di mettere a posto.

E così succede che Catanzaro e Cosenza non siano collegate via treno! Mentre invece gli aeroporti di Lamezia e Crotone sono raggiungibili soltanto con vecchie carrozze a gasolio, insomma: una vergogna! Le aziende di trasporto su gomma, poi, in questi anni sono state abbandonate al loro destino.

Se mettiamo da parte Reggio Calabria, che come città metropolitana riceve fondi diciamo così speciali, per il resto è il deserto. Sono stati tagliati i chilometri di servizi garanti ai cittadini, solo per risparmiare una manciata di euro, magari sacrificando le esigenze di chi abita in zone disagiate e non ha mezzi alternativi con cui muoversi.

Gli autobus sono vecchi, vecchissimi. La Regione che ho in mente, la nuova Calabria, ripartirà anche da qui, dal trasporto pubblico. Ovvero dall’elettrificazione della linea jonica, perché quella non è una Calabria di serie B. Da un vero collegamento ferroviario tra Catanzaro, Cosenza e Lamezia Terme, elettrificato e servito da treni moderni e puliti, perché pendolari, turisti e tutti quelli che devono raggiungere l’aeroporto non si mettano a ridere se qualcuno gli propone di lasciare l’auto a casa. E, ancora, da un rinforzo dei collegamenti tra il Tirreno e lo Jonio, tra Paola e Sibari, e tra Catanzaro e il mare.

Ma anche da una battaglia per avere nella nostra Regione la vera alta velocità, perché l’Italia non può finire a Salerno, e collegamenti aerei degni di questo nome, con due punti fermi: prezzi accessibili e voli frequenti. Per quanto riguarda gli autobus, servono mezzi nuovi, ecologici e soprattutto ci vuole il coraggio di ripensare l’organizzazione del servizio. ì, perché oggi per assicurare rendite di posizione, tanto vecchie quanto ingiuste, si buttano a mare i servizi per i cittadini.

Basti pensare che a Cosenza e a Rende, che sono ormai una sola città, il trasporto pubblico non è unitario. E che a Lamezia, poi, il trasporto pubblico quasi non c’è, affidato a una multiservizi che di tutto si occupa tranne che di autobus. Sul lato del trasporto aereo, sarebbe forse opportuno rivendicare per l’aeroporto di Lamezia il 4 hub internazionale (dopo Venezia, Malpensa e Fiumicino) considerata la posizione di presidio delle rotte per il Mediterraneo.

I PROSSIMI EVENTI

    There are no upcoming events at this time.


ULTIME NOTIZIE

Occhiuto ai Comitati civici: “I nostri principali alleati restano i calabresi”

Proprio ieri, 11 ottobre, era arrivata l’investitura ufficiale di Silvio Berlusconi e di Forza

Leggi di più

Sabato 12 ottobre alle 10 Mario Occhiuto a Catanzaro Lido

Un momento di incontro che servirà a tracciare un primo bilancio sul percorso avviato lo scorso

Leggi di più

Domenica 29 settembre tappa ad Altomonte

Dal buon governo della città di Cosenza alle idee progettuali per il buon governo della Calabria.

Leggi di più

LE MIE LISTE

Mario Occhiuto PresidenteLista Civica

Lista che include le persone umanamente più vicine a Mario Occhiuto.

Forza ItaliaLista Politica

La lista diretta espressione del partito politico Forza Italia in Calabria.

Con Senso CivicoLista Civica

Lista civica che unisce i sindaci della Calabria con Mario Occhiuto.

Lista Civica Prof NisticòLista Civica

Questa lista civica ha come referente principale il professor Nisticò.

UDCLista Politica

Lista politica che è diretta espressione del partito Unione di Centro (UDC) calabrese.

Movimento Officine del SudLista Civica

Lista civica attenta alle istanze dello sviluppo economico.

Calabria CreativaLista Civica

La lista dei creativi e degli innovatori a supporto di Mario Occhiuto.

Nuovo CDULista Politica

Lista politica espressione del partito Nuovo CDU (Cristiani Democratici Uniti).

Rinasci CalabriaLista Civica

Lista civica promotrice della rinascita culturale ed economica della Calabria.

I RISULTATI DI COSENZA IN SOLI 8 ANNI

Le Opere Realizzate

In soli 8 anni di governo nella città di Cosenza abbiamo realizzato importanti progetti riavviando di fatto, a distanza di circa 50 anni, la stagione delle grandi opere pubbliche. Ne è esempio principale piazza Bilotti.

Quindi il Castello Normanno Svevo, finalmente restituito alla fruizione dei cittadini e dei visitatori dopo tempo immemore di inaccessibilità. E, ancora, il Complesso di San Domenico, i BoCS Art, il BoCS Art Museum, piazza Santa Teresa, piazza Loreto, la nuova Pizza Campanella, il ponte di Calatrava, il Planetario Giovan Battista Amico, il Museo Multimediale Città di Cosenza in piazza Bilotti, piazza XXV Luglio, l’ampliamento del corso pedonale principale, il recupero e il restauro di tutto il patrimonio immobiliare pubblico del Centro storico.

Sono in fase di avvio, invece, la realizzazione dell’ovovia, il Crati e il Busento navigabili, il Museo di Alarico, il nuovo stadio “San Vito-Gigi Marulla”, il Parco del Benessere e la Metroleggera di superficie Cosenza-Rende-Unical, nonché la Ciclopolitana.

La qualità della progettazione di lungo termine ha permesso la realizzazione in tempi rapidissimi di queste opere (in media 5 anni, dove nel Sud Italia la media è di 15 anni), e la ricezione di oltre 400 milioni di finanziamenti europei ed extra comunali, in una regione dove spesso tali finanziamenti non sono adeguatamente sfruttati.

Boom di Utenti, Commercianti e Turismo

Nel 2011, al momento della mia elezione a Sindaco di Cosenza, ho purtroppo trovato una città anonima, semi deserta, prima di interesse attrattivo, senza più la predominanza di specifiche peculiarità legate tanto alla sua storia quanto al suo presente.

Attuando una visione progettuale di insieme, con alla base un pensiero di cambiamento ben preciso, in pochi anni Cosenza è diventata un polo attrattivo per la provincia e per l’intera regione. Anzi, si è addirittura ritagliata un suo spazio nell’ambito del Meridione, venendo citata come luogo di ispirazione e di rinascita del Sud d’Italia. Al di là delle immagini di una trasformazione che è evidente a chiunque passi da qua, a parlare sono i numeri. Ogni fine settimana le strutture ricettive sono puntualmente sold out e le attività commerciali sempre affollatissime.

Una città viva, con oltre 150mila presenze registrate ogni weekend. Il nostro capoluogo bruzio attira poi investimenti qualificati sia da parte dei commercianti locali che delle grandi catene multinazionali, come si evince dall’apertura di numerosi nuovi punti vendita.

Il turismo ha registrato tassi di crescita di oltre il 200%, con visitatori provenienti da tutto il mondo e che arrivano a Cosenza appositamente per scoprire la città e le sue bellezze. In tal senso, sono stati stipulati diversi accordi con tour operator locali e internazionali, creando moltissimi posti di lavoro anche tra professionalità come le guide turistiche che fino a ieri per avere degli sbocchi occupazionali dovevano soltanto lasciare la propria città. Oggi Cosenza è una città piena di vita, di giovani e di luoghi di aggregazione.

Vivibilità, Ecologia e Sociale

Nell’ottobre del 2018 Cosenza si è classificata nella graduatoria di Legambiente come la prima città del Centro-Sud Italia per qualità della vita, e quinta in Italia dietro soltanto a Mantova, Parma, Bolzano e Trento.

Nei pochissimi anni del mio governo, siamo passati dalla totalità di rifiuti indifferenziati ad oltre il 70% di raccolta differenziata porta a porta, con grandi benefici economici per il Comune oltre che a vantaggio ecologico del territorio.

Cosenza è anche una città che guarda molto al sociale: il Comune ha sostenuto la nascita di tante associazioni culturali, sportive e ambientali che danno il senso di una estesa partecipazione, di quella cittadinanza attiva che come amministrazione comunale abbiamo sempre promosso. Inoltre, Cosenza è stata insignita del titolo di Città Europea dello Sport 2020 in base al corposo dossier presentato in cui sono state raccolte le molteplici attività, le strutture, gli impianti sportivi, i campioni di diverse discipline che sono una realtà concreta del nostro territorio urbano.

Ancora, durante il mio mandato di Sindaco, è stato sgomberato il campo rom cittadino che creava una situazione di grave rischio, con pericoli per l’ambiente e naturalmente per le persone che risiedevano in baracche fatiscenti, senza la dovuta sicurezza e in condizioni igienico-sanitarie precarie.

Cosenza è oggi una città bella, casa di grandi eventi, ha consolidato la tradizione del concertone di piazza di fine anno attirando fino a 50mila presenze nella sola notte di San Silvestro, qui a Cosenza – tra identità e contaminazioni – va in scena il Festival delle Invasioni, oggi nel segno della contemporaneità, nonché una consolidata e innovativa stagione teatrale, per non parlare delle manifestazioni del lungofiume boulevard alla confluenza dei fiumi, delle installazioni musicali e delle luminarie, la Crack Art, concerti e ancora tanti festival e fiere a tema, che si susseguono nelle varie stagioni dell’anno e che hanno reso Cosenza la meta preferita di migliaia di persone.

I NOSTRI VALORI

In tempi di social network e di odiatori, di estrema voglia di protagonismo e di mancanza di rispetto verso il proprio interlocutore, con un’aggressività portata ai massimi livelli quando si tratta di politici e di amministratori pubblici, io mi sforzo di mantenere l’attenzione principalmente sui bisogni della collettività e sul bene comune.

Pur cosciente del mondo insidioso che ho attorno, ritengo che non possiamo sprecare preziose energie per inseguire e controbattere attacchi provenienti dalla vecchia politica, dai blogger del web che si ergono a giornalisti, dal clima di odio, dai boicottaggi e dagli ostruzionismi continui che utilizzano spesso le fake news per interrompere l’impegno di chi guarda solo a migliorare le condizioni di vita in questa regione.

Insieme al mio staff, porto avanti un impegno basato esclusivamente sulle idee e sui contenuti. Noi siamo per il “fare le cose”, distinguendo tra avversari degni di questo nome e tra i seminatori d’odio a cui non abbiamo mai risposto e mai risponderemo perché non svendiamo il nostro tempo a servizio della comunità.

I numeri contano. Oltre 20 importanti opere pubbliche sono state realizzate in 8 anni di governo. Cosenza è una città completamente cambiata in meglio, lo testimoniano i tanti progetti realizzati: il fare le cose è la bussola della mia azione politica.

Tutte le opere iniziate sono state portate a termine, si parte dall’idea, da una visione di insieme, da una azione che guardi in prospettiva, quindi si passa alla progettazione e si segue in maniera scrupolosa ogni singola fase. È mia intenzione riproporre questo tipo di percorso, il percorso del FARE che oggi porta tutti a parlare di Cosenza come ispirazione per tutta la Calabria.

In questi anni di governo della città di Cosenza, pur nel riconoscimento dell’essere riuscito a realizzare una trasformazione positiva, sono stato ostacolato dai tanti, troppi mestieranti della vecchia politica calabrese, riconducibili indistintamente a tutti i partiti.

Quella stessa vecchia politica che da sempre purtroppo blocca la crescita e lo sviluppo della nostra regione, badando solo a interessi personali e clientelari, a danno dei calabresi e dei loro figli. Nelle ultime elezioni amministrative del 2016, questi personaggi si erano tutti coalizzati contro di me. Risultato? Ho vinto al primo turno e sono stato riconfermato sindaco di Cosenza con circa il 60% delle preferenze.

La gente per fortuna è stanca di questo modus di fare politica che esprime null’altro se non clientelismo, gestione di poltrone, il tirare a campare, la logica che fa dire che tanto ci teniamo il meno peggio tra coloro che amministrano la Calabria da anni. Noi contrapponiamo il modello del fare, delle idee e dei progetti, con contenuti di reale cambiamento, idee e progetti che abbiamo già realizzato a Cosenza e che siamo pronti ad estendere al resto della Calabria, a tutta la Calabria.

Come oggi i cosentini sono tornati a sentirsi orgogliosi di essere cosentini, miriamo a fare in modo che i calabresi si sentano profondamente orgogliosi di appartenere a questa terra.